Psicoterapia Gestalt

“In un dato momento nessuno può essere diverso da ciò che è in quel momento, incluso il suo desiderio di essere diverso”.
Fritz Perls

Nel corso dell’esistenza siamo chiamati ad affrontare momenti di crisi, fallimenti, circostanze difficili, disagi. Questi momenti, per quanto impegnativi, possono diventare un’occasione di crescita personale, proprio perché aprono delle piccole crepe, che permettono di allargare lo spazio interno e diventare sempre più se stessi. 

La psicoterapia è una pratica rivolta a migliorare la qualità della vita delle persone. 

La Psicoterapia della Gestalt a orientamento fenomenologico rivolge l’attenzione all’esperienza personale, perché la conoscenza del mondo, che avviene attraverso la percezione, è soggettiva e limitata al nostro essere organismi di questo mondo, in questo tempo e in questo spazio. Ognuno percepisce in modo diverso e attraverso la percezione costruisce una propria teoria del mondo, con la quale poi gestisce la propria esistenza.

Il corpo è luogo, e nello stesso tempo, lo strumento della percezione. 

Nel corpo si manifestano le sensazioni e le emozioni, che gestiscono quel processo, che Fritz Perls  chiamò, autoregolazione organismica, con il quale l’organismo organizza il proprio comportamento in base all’emergenza dei bisogni.

Le emozioni sono attivate dagli istinti allo scopo di rispondere in maniera adeguata alle sollecitazioni ambientali. 

Se le emozioni non si manifestano e vengono trattenute, si genera una tensione che a lungo andare diventa una pressione interna costante, che non permette al corpo di rilassarsi e che con il tempo diviene causa di sintomi e poi di malattie.

Questa prospettiva conferisce all’organismo una saggezza e una competenza che provengono dall’esperienza maturata dalla vita nel corso dell’evoluzione sulla terra, che porta, chi lavora nella Gestalt, a fidarsi più della natura che del pensiero razionale.

Poiché la Gestalt non ricerca una realtà concettuale, ma la realtà della persona, ciò che appare alla sua percezione, il terapeuta si interessa di cosa l’altro sente, piuttosto che di quello pensa. 

L’incontro nella psicoterapia sarà sempre un incontro tra due soggetti di pari dignità, ognuno portatore della sua realtà e del suo modo di percepire, e andrà nella direzione di costituire una realtà intersoggettiva, che comprenda e rispetti le differenze di entrambi.

Questo esclude l’interpretazione dagli strumenti di lavoro dello psicoterapeuta Gestalt.

Per incontrare l’altro è necessario poter vedere con i suoi occhi, per questo il terapeuta non rimane fuori dal mondo dell’altro, ma si cala nel suo paesaggio e ne diventa attore consapevole, pur mantenendo la propria individualità.

Il lavoro della psicoterapia andrà dunque nella direzione, non tanto di cambiare se stessi, quanto di diventare sempre più se stessi.

 

“(…) la comunicazione delle proprie emozioni è la sola pratica che metta in grado di conoscere se stessi e gli altri proprio come sono, e non come potrebbero o dovrebbero essere: abituandosi a nasconderle invece ci si impantana pian piano in un groviglio inestricabile dove si perde il senso della verità fino a che il dubbio mina le percezioni stesse”. Paolo Quattrini