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Radici – Movimento Danza e Gestalt

 

Fino a che la cultura non riconoscerà che crescere è discendere, tutti i suoi membri si troveranno ad annaspare alla cieca per dare senso agli obnubilamenti e alle disperazioni di cui l’anima ha bisogno per penetrare nello spessore della vita.
J. Hillmann

Da settembre 2019 tutte le settimane – a Livorno

Di norma si viene al mondo con la testa in avanti e soltanto dopo, con un lento processo, attraversando diverse fasi, si arriva a reggersi sui piedi. Solo a quel punto i piedi potranno entrare nella terra come delle radici e per mettere radicici vuole tempo.

L’immagine del corpo umano come un albero fa parte di tante tradizioni antiche: le radici nella terra, il corpo come un tronco e la testa e le braccia come rami che vanno verso il cielo. Nella tradizione della qabbalah l’immagine dell’albero rovesciato sottende che l’essere umano, a differenza degli alberi di questa terra, ha le radici nel cielo, nel mondo dello spirito. Il percorso da compiere è quindi una graduale discesa dall’etereo verso la terra, in altre parole verso le cose di questo mondo. 

La metafora richiama dunque a una crescita, non come a un innalzarsi, ma come una discesa verso la profondità della terra e di se stessi: un lasciarsi andare per entrare nell’esperienza, nell’intimità per ritrovare il senso dell’esistenza. 

Cosa faremo? Nel percorso di “Radici” lavoreremo con il corpo, il movimento, la danza e la Gestalt. La musica sarà una parte importante del lavoro, in quanto fonte di ispirazione. Le pratiche proposte saranno rivolte a ritrovare le proprie radici nel corpo (postura e movimento) e ad esplorare la sensorialità per entrare nell’esperienza profonda dell’esistere.  necessaria per crescere.

Come lo faremo? Attraverso esperienze dalla psicoterapia della Gestalt e pratiche di Danza Sensibile.

Corpo consapevole Workshop per allievi della scuola di Tango

Il workshop proposto dall’Associazione DiTangoinTango di Pisa, sarà una pratica di consapevolezza in movimento orientata ad ammorbidire la corazza creata dalle tensioni accumulate nel quotidiano, per riprendere contatto in modo pacifico con ilproprio naturale equilibrio. Saranno proposte pratiche di ascolto delle sensazioni e del respiro, per consentire un profondo rilascio delle tensioni, pratiche di movimento spontaneo e danza sensibile®, per lasciar emergere un movimento nuovo e favorire con maggiore consapevolezza di sé. 

L’obiettivo è di proporre al gruppo di allievi della scuola di tango, un’esperienza diversa di ascolto di sé e dell’altro, che possa lasciare una traccia e favorire l’acquisizione di una maggiore sensibilità nel danzare insieme. Sia nella danza che nella vita, la distanzatra due persone diventa abitabilegrazie alla capacità di entrambi i partner, di essere in contatto con il sentire dell’altro ed al tempo stesso con il proprio, senza confondere queste due esperienze. Per questo lavoreremo per affinare la sensibilità e l’attenzione a sé e all’altro nel danzare insieme.

Molte delle pratiche proposte si svolgeranno a terra.

Per il lavoro è necessario essere scalzi e portare abiti comodi (tipo tuta da ginnastica), con maniche e pantaloni lunghi, che aiutano nella mobilità a terra. La musica sarà parte integrante del lavoro. 

Workshop Gestal 2.0: trauma dissociazione e neuroscienze

Workshop che alterna contenuti teorici, indicazioni operative, e momenti esperenziali di movimento, respirazione e consapevolezza, mutuate in gran parte dalle tecniche di “Danza Sensibile”, per conoscere ed integrare nella prassi della relazione di aiuto, le conoscenze neurobiologiche, sperimentando su se stessi (e poi per gli altri) cosa significa effettuare un intervento terapeutico NEUROBIOLOGICAMENTE COMPETENTE.

La premessa su cui è costruito questo laboratorio è che:
Come operatori della relazione d’aiuto (Psicoterapeuti, Psicologi, Counselor..etc) al fine di aiutare il più possibile le persone che ci chiedono aiuto, è necessario conoscere alcuni fattori che alla luce delle più recenti teorie sul trauma sull’attaccamento e sul funzionamento del sistema nervoso, determinano nell’individuo un’impossibilità ad un’efficace integrazione tra sentire pensare ed agire, che rende impossibile il cambiamento.

Nel modello classico della Gestalt, troppo spesso davanti al “non ce la faccio”detto in seduta, sottolineiamo ed invitiamo a tradurlo tout-court in “non voglio” riportando la persona alla propria responsabilità verso la sua vita.

Il fatto è che: è VERO non ce la fa!!!, in quanto i suoi sistemi deputati all’integrazione del mondo emotivo e cognitivo, sono compromessi da un profondo vissuto di non sicurezza, i suoi comportamenti risentono di una disfunzione di base che rende il sistema nervoso incapace di rispondere in maniera adeguata a ciò che l’ambiente gli sta chiedendo, è entrata in funzione una modalità orientata alla sopravvivenza che non permette altre soluzioni.

Conoscere questi meccanismi ci permette di “vedere” e di “spiegare” cosa sta succedendo, confortando e aiutando con la comprensione e la compassione per rifondare il senso di sicurezza, così da poter poi iniziare ad integrare e a strutturare risposte che possano far superare l’ impasse.
Conducono: 
Dott. Leonardo Magalotti, psicologo e psicoterapeuta della Gestalt
Dott.ssa Valentina Longhi psicologa e psicoterapeuta della Gestalt

A PIEDI NUDI NEL BOSCO: salute psicologica e non solo..

L’effetto benefico delle passeggiate nel verde è confermato da decine di studi. Il contatto con gli alberi, in particolare quando entriamo in un bosco, è terapeutico, non solo dal punto di vista psicologico, ma della salute in generale: migliora il metabolismo, regola il ritmo cardiaco, abbassa la pressione, riduce il livello di stress e potenzia il sistema immunitario.

Frances Kuo dell’Università dell’Illinois e Cecil Taylor dell’Università del Michgan, accanto alle terapie convenzionali, prescrivono ai bambini iperattivi, dosi di natura, in altre parole qualche ora al giorno spesa a correre e a giocare nel bosco. Altri studi rilevano, gli effetti benefici delle ore passate nel bosco sui bambini, come la riduzione dell’aggressività, il miglioramento nel ritmo sonno veglia e una riduzione dell’obesità.

“Nella vita segreta degli alberi”, Peter Wohlleben, una ex guardia forestale, racconta della sua esperienza vissuta lavorando nelle foreste in Germania, che lo ha portato a guardare agli alberi e al bosco da un altro punto di vista. Il bosco, spiega Wohlleben, è un sistema complesso nel quale gli alberi comunicano attraverso reti di connessione che permettono loro di inviare e ricevere messaggi, sotto forma di segnali chimici, come per esempio quelli olfattivi. Quando un albero è attaccato da insetti, per esempio, grazie a questi segnali, avverte gli esemplari vicini, che si preparano a respingere l’assalto, depositando sostanze amare nelle loro foglie per allontanare l’aggressore. Gli alberi si danno aiuto e sostentamento tra loro; quando per esempio un esemplare è malato, riceve nutrimento dai suoi vicini, fino a quando le sue condizioni non migliorano. Altre specie inoltre, partecipano attivamente alla creazione di questo sistema, rendendo la comunicazione ancora più efficace e veloce, come per esempio i funghi, che sembrano avere un ruolo determinante nel mantenimento dell’equilibrio di tutto il bosco.

Nel bosco tutto avviene ad un ritmo molto lento rispetto a quello a cui siamo abituati; la vita di un albero può essere molto lunga e anche i più piccoli cambiamenti avvengono nel corso di decenni.

Se si passeggia in un bosco in silenzio ascoltando le sensazioni interne e gli stimoli provenienti dall’esterno, come i rumori e gli odori, si può osservare che i pensieri si fanno mano a mano meno frenetici ed è possibile sintonizzarsi su un ritmo interiore più lento, che è sicuramente più vicino alla nostra natura animale. È come se il nostro sistema entrasse in comunicazione con il sistema boscoe questo ha degli immediati effetti benefici percepibili sotto forma di rilassamento e benessere, e sembra ripristinare la normale capacità del nostro organismo di rigenerarsi e di guarire.

Come questo sia possibile è abbastanza misterioso, tuttavia, come tutti gli organismi di questa terra, anche noi viviamo all’interno di un sistema, in continua relazione con gli stimoli ambientali, che a loro volta ci modificano internamente.

Le prime forme di vita, centinaia di milioni di anni fa, sotto le spinte dell’ambiente si differenziarono internamente per diventare le prime cellule che conosciamo, che a loro volta producendo ossigeno modificarono completamente l’ambiente terrestre. Nello stesso modo il nostro organismo, che a sua volta è un sistema organizzato di cellule, è parte di un sistema con il quale è in continua relazione, e che può limitarne o favorirne lo sviluppo.

La psicologia sistemica ha studiato gli effetti delle relazioni familiari, come sistema complesso, sullo sviluppo psicologico del singolo, in particolare dei figli, mettendo in evidenza come il disturbo psicologico espresso da un membro sia in realtà l’effetto di una grave anomalia nel sistema stesso. L’incredibile lavoro svolto da Selvini Palazzoli e dai suoi collaboratori, ha aperto definitivamente questa prospettiva, scandagliando minuziosamente gli effetti del sistema familiare sui suoi membri.

In generale è abbastanza evidente che quella che chiamiamo atmosferadi un luogo di vita, come l’ambiente di lavoro o di una classe di studenti, abbia degli effetti determinanti sullo stato d’animo e la salute degli individui che la respirano.

Grazie alla nostra naturale capacità di entrare in relazione con l’ambiente che ci circonda, possiamo beneficiare di quello che ci offre la natura e ritrovare nel contatto con gli elementi della terra, un senso di pace e di benessere, che nella vita cittadina sicuramente manca, anche se siamo così assuefatti da non accorgercene. Per farlo non occorre molto, solo un po’ di pratica e la disponibilità di entrare nell’esperienza con consapevolezza e silenzio, per permettere al bosco di integrarci nel suo sistema.

 

INSIEME ALLE LUCCIOLE Passeggiata Meditativa e Pratiche di Movimento EREMO DELLA SAMBUCA

LIVORNO VENERDI’ 8 GIUGNO ORE 19.00

Approfittando dello spettacolo meraviglioso della natura in questo angolo incantato delle colline livornesi, vi proponiamo una Passeggiata Meditativa, che vede nuovamente la collaborazione tra Dario Canaccini e Valentina Longhi.

L’attività proposta consiste in un percorso sensoriale nella natura, per aprire i sensi e contattare il silenzio interiore. Attraverso l’ascolto degli elementi del bosco, espanderemo il respiro e la consapevolezza delle sensazioni del corpo, per provare a muoversi in armonia con il proprio essere e con l’ambiente circostante.

Entreremo nel bosco in silenzio al tramonto per arrivare all’Eremo della Sambuca dove sperimenteremo un contatto con il terreno togliendo le scarpe e prenderemo un tempo per avvicinarci alla natura di questo luogo con tutti i sensi, permettendo al bosco, agli alberi e agli elementi di trovare spazio dentro di noi. Saranno proposte pratiche di movimento e di respiro per prepararci a incontrare le lucciole.

Durante il ritorno potremmo ammirare lo spettacolo incredibile delle lucciole nel bosco e fermarci a respirare e a danzare insieme a loro.

Le pratiche e la passeggiata si svolgeranno in silenzio.

L’esperienza è aperta a tutte le persone interessate a entrare in una relazione più profonda con la natura e con se stesse. Non presenta difficoltà tecniche.

Dettagli.
Luogo e orario di ritrovo: ore 19.00 al piazzale del tiro a volo in Via del Corbolone (LI)
Il punto di ritrovo su Google Maps
https://www.google.it/maps/place/Tiro+a+volo/@43.5540193,10.4004776,1018m/data=!3m1!1e3!4m8!1m2!2m1!1stiro+a+volo+corbolone+livorno!3m4!1s0x12d5edcdf89e44d7:0xde80dcd0e5f4a763!8m2!3d43.55533!4d10.3998752!6m1!1e1?shorturl=1

Mezzo di trasporto: mezzi propri
Percorrenza totale: 6,0 Km
Dislivello totale: circa 300 metri
Tempo di cammino effettivo: 2 ore e mezzo circa
Difficoltà: E facile
Prenotazione obbligatoria: compilare il form nella colonna accanto facendo bene attenzione alla data in cui vogliamo partecipare.
Costi escursione: € 20 a persona comprensivo del servizio di guida ambientale escursionista (ai sensi della L.R. 42/2000.) e della conduzione delle pratiche meditative proposte da Valentina Longhi (psicologa-psicoterapeuta)
Cena: al sacco
Rientro previsto: ore 23:30 circa
Abbigliamento consigliato:
Scarpe da Trekking, pantaloni lunghi, cappello per il sole, abbigliamento a strati (la sera sarà fresco e umido alla Sambuca) maglietta di ricambio. Attrezzatura necessaria: Torcia (obbligatoria, meglio se frontale), telo per stendersi a terra e cenare, repellente per insetti.

ATTENZIONE: l’escursione non è adatta ai bambini. Vi invitiamo a non portare cani al seguito. Cerchiamo di arrecare il meno disturbo possibile alla fauna selvatica che si muove la sera e di tutelare i vostri cani da possibili incontri coi cinghiali.

 

Dario Canaccini

Nato a Livorno e appassionato sin da bambino agli animali, in particolare anfibi e rettili. Dopo una preparazione umanistica e un master in turismo e ambiente mi son trovato a gestire un ostello nel Parco di Montioni (Suvereto), nel cuore della foresta. Nasce così la mia passione per il lupo che mi porterà a documentarlo sulle Colline Livornesi, finalmente a un passo da casa mia.
Guida Ambientale Escursionista riconosciuta cerco adesso di trasmettere la mia passione per la natura agli altri, adulti e bambini, per valorizzare e difendere il nostro territorio.

 

Valentina Longhi

Psicologa e Psicoterapeuta Gestalt, ha completato la formazione personale e professionale partecipando a seminari di approfondimento, supervisione e aggiornamento professionale con: Paolo Quattrini, per la psicoterapia della Gestalt; Claudio Naranjo, per la psicologia degli Enneatipi; Oliviero Rossi per l’Arteterapia.

Ha poi perfezionato il lavoro sul corpo, dopo una formazione in danza, partecipando a seminari intensivi e a incontri periodici con diversi maestri; attualmente frequenta la scuola di formazione per insegnanti di Danza Sensibile di Claude Coldy.

Conduce dal 2011 gruppi di ricerca e crescita personale attraverso il corpo, il movimento e la danza (Danza Gestalt). Collabora con l’Istituto Gestalt Firenze, con Azioni e Contaminazioni a Firenze, con l’Istituto Gestalt Romagna, con la Nuova Associazione Europea per le Arti Terapie di Roma e con l’Istituto Gestalt Forlì-Cesena.

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MOVIMENTO E RELAZIONE Incontrarsi danzando

AZIONI E CONTAMINAZIONI – FIRENZE

27 -28 MAGGIO

Il lavoro proposto è una pratica di consapevolezza in movimento, per riconnettersi con il piacere di abitare il proprio corpo e di vivere l’esperienza. L’idea è di portare il corpo nel mondo con attenzione e cura, e con la stessa cura e attenzione incontrare l’altro. Il tempo e lo spazio diventano allora tempo espazio vissuto, ed è possibile sentire chiaramente la nascita del movimento, che sale dalle profondità dell’essere verso il mondo, in relazioneal mondo, per diventare una danza.

Saranno proposte pratiche di ascolto e di movimento per entrare nel proprio corpo e di abitarlo completamente, fino agli angoli più remoti, per arrivare muoversi con una maggiore consapevolezza di sé.

La musica sarà parte integrante del percorso.

Il lavoro proposto è adatto anche a chi non ha esperienza di danza e di movimento. È necessario un abbigliamento comodo, calzini e un piccolo cuscino.

Valido come Formazione continua AiCo

ORARI
Sabato 14.00-20.00
Domenica 9.00-17.00

INFO E PRENOTAZIONI
valentina.barlacchi@gmail.com 349 2394661

Laboratorio Antistress – il piacere di sentire il corpo

Anche questo anno è partito al Liceo Scientifico Sperimentale F.Cecioni di Livorno il  Laboratorio Anti-stress, aperto a tutti gli studenti della scuola che si svolge due martedì al mese  nella palestra interna della scuola.

Nel laboratorio sono proposte alcune tecniche di rilassamento attraverso la distensione dei muscoli e l’ascolto del respiro, elementi di Danza Sensibile per imparare a muovere il corpo in modo armonico e consapevole, le fantasie guidate in movimento. La musica sarà un elemento essenziale del percorso.

 

Il Laboratorio aiuterà a conoscere e saper riconoscere le proprie emozioni, trovare dei modi personali per gestire l’ansia, imparare a rilassarsi davvero, muovere il corpo consapevolmente.

Spesso le tensioni non permettono di sentire a pieno il proprio corpo, che invece di essere una fonte di sensazioni piacevoli, può diventare un “fardello” da portare. Durante l’adolescenza si è più portati a osservare il corpo come forma e come immagine riflessa in uno specchio, piuttosto che esplorare le possibilità e le potenzialità che questo ci offre nell’esperienza della sensorialità.

Come emerso negli anni precedenti, molte delle richieste dei ragazzi e delle ragazze che si rivolgono al Punto Ascolto, riguardano problematiche di ansia. Gli stessi insegnanti hanno notato come negli ultimi anni i disagi legati all’ansia siano aumentati esponenzialmente nei giovani e nei giovanissimi. Lavorare sul corpo con pratiche di ascolto e di rilassamento, con esercizi di consapevolezza del respiro, può essere un valido aiuto nel gestire il disagio provocato dall’ansia. Queste pratiche saranno alla base del lavoro di gruppo proposto in questo laboratorio.

Sapersi prendere un momento per rilassarsi, fermare i pensieri e ritrovare la calma, è il primo passo per affrontare le difficoltà di tutti i giorni.

Elogio a Tristezza

Quando arrivano i primi mali di stagione e i bambini rimangono a casa con la febbre, non c’è altro da fare che mettersi l’anima in pace, rinunciare alle tante cose da fare e trovare un modo piacevole per trascorrere la giornata.

Una delle cose che mi piace di più è mettermi sul divano con mio figlio a guardare i vecchi film preferiti e qualche pomeriggio fa abbiamo scelto “Inside out”, un film di animazione della Pixar, che ha avuto un meritato successo anni fa, sul tema delle emozioni.

L’argomento, per niente semplice da trattare, specialmente in un film rivolto ai più piccoli, è sviluppato con grazia e competenza. Nonostante le dovute semplificazioni, il messaggio che arriva al pubblico è chiaro e condivisibile anche da noi esperti della materia: tutte le emozioni sono importanti e hanno uno scopo preciso per il benessere della persona.

“Inside out” è la storia di una ragazzina alle soglie della pubertà, alle prese con i cambiamenti di vita dovuti al trasferimento della sua famiglia in un nuovo Stato. Le emozioni primarie, disgusto, rabbia, paura, tristezza e gioia, sono rappresentate da buffe entità che, nel centro operativo della mente, gestiscono i comportamenti della ragazza e degli altri personaggi, discutendo animatamente tra loro. Tutte le emozioni sono importanti, tuttavia Gioia, allegra e propositiva, è sempre in primo piano e come leader del gruppo cerca di orientare il comportamento della protagonista affinché questa sia sempre felice, e non riuscendo nel suo intento, decide infine di allontanare Tristezza dal centro di controllo. A causa della rimozione di questa emozione, la situazione precipiterà sempre di più fino a quando la protagonista non sarà più in grado di sentire le proprie emozioni. Sarà proprio Tristezza infine a risolvere la situazione e a far riavvicinare la protagonista ai propri affetti.

Il tema della gestione delle emozioni è trattato in modo così semplice e comprensibile a tutti da sembrare ovvio; tuttavia, guardando bene, così ovvio proprio non è. Nel nostro lavoro vediamo tutti i giorni che la maggior parte delle persone, per esempio, ritiene che esistano delle emozioni cattive da evitare, senza sapere che tutte le emozioni, per quanto spiacevoli, hanno un senso e una funzione nell’ecologia della nostra esistenza. Le emozioni, infatti, si sono evolute insieme all’evoluzione della vita su questa Terra, provvedendo alla sopravvivenza delle specie, in quanto reazioni del nostro organismo alle situazioni ambientali: di fronte a un pericolo proviamo paura e questa emozione ci predispone a mettere in atto il comportamento adeguato, per esempio la fuga. Altre volte si confonde l’emozione con il comportamento: provare rabbia non significa arrabbiarsi o aggredire l’interlocutore. Viviamo una vita molto più complessa da gestire rispetto alle altre specie animali, tuttavia grazie a questa complessità, abbiamo l’opportunità di poter scegliere tra una moltitudine di comportamenti diversi, per questo, un’emozione come la rabbia, può dar luogo a comportamenti molto più articolati e differenziati rispetto alla’arrabbiarsi.

In merito alla tristezza mi sembra poi, che esista un vero e proprio pregiudizio culturale. Nella nostra società del benessere, della bellezza e della gioventù a tutti i costi, è richiesto di essere propositivi e positivi, orientati alla felicità, imprenditori di se stessi e vincenti. Gli stessi pensieri devono essere orientati positivamente, perché l’ottimismo fa bene alla salute, oltre che ad ottenere successo.

La tristezza invece, come in “Inside out”, è quell’emozione che tinge di blu tutto quello che viviamo, i ricordi, i pensieri e le prospettive future; proietta infatti, una visione “negativa” del mondo e di noi stessi, che ci vede stanchi, sconfitti e fragili. Ci offre così l’opportunità di riconoscere dove abbiamo commesso errori, dove abbiamo ferito altre persone o di vedere quello che non siamo riusciti a vedere in tempo. La tristezza mette in contatto con quello che ci manca, con i nostri bisogni più profondi, quegli stessi bisogni che nella vita di tutti i giorni rimangono sullo sfondo, perché dobbiamo combattere, produrre e andar di fretta. La tristezza ci ricorda che abbiamo bisogno della vicinanza e dell’aiuto degli altri esseri umani, che abbiamo bisogno di essere accolti, ascoltati e sostenuti, ci ricorda che forse c’è una parte di noi che non è esattamente felice della vita che stiamo facendo e che ascoltandola, magari potremmo riaggiustare il tiro e accorgerci di quello che è veramente importante.

Quando si permette alla tristezza di tingerci di blu, a livello somatico è possibile accorgersi che le tensioni interne si rilasciano, i muscoli si abbandonano e il respiro diventa più facile, può accadere che si pianga e il cuore potrà alleggerirsi un poco. Quando una persona cara è triste, si mettono in atto comportamenti di cura e di particolare attenzione nei suoi riguardi, si cerca di capire come poterla aiutare, si offre sostegno.

Nonostante sia un’emozione come le altre, anche in “Inside out” tristezza viene rimossa, a favore di una visione positiva e ottimista della vita, anche quando ormai sembra tutto perduto a meno che non si decida di cambiare strada. La stessa cosa avviene nella nostra società, dove oltre a non avere nessun tipo di educazione sentimentale, le persone sono spinte a omologarsi rincorrendo ideali di positività e benessere, che come prezzo da pagare hanno quello di allontanarsi sempre di più dal proprio mondo interiore, esattamente come accade alla piccola protagonista del film.

Consapevolezza IN MOVIMENTO

A partire da Ottobre tutti Venerdì dalle 8.30 alle 10.00 al Centro Terapeutikè, via dell’Ambrogiana Livorno, partirà il nuovo corso Consapevolezza IN MOVIMENTO.

Venerdì 29 settembre Lezione di prova

Il corso è orientato ad ammorbidire la corazza creata dalle tensioni accumulate nel quotidiano, per riprendere contatto in modo pacifico con il proprio naturale equilibrio attraverso una pratica di consapevolezza in movimento.

Questa aiuterà a riconnettersi con il piacere di abitare il proprio corpo, ad aumentare il benessere personale, a sviluppare una relazione armoniosa e vitale con il proprio corpo, per consentire una profonda rigenerazione dello stato fisico e mentale.

Saranno proposte delle pratiche di ascolto, di respiro, di movimento consapevole e di danza, per entrare nel proprio corpo e abitarlo completamente, e per consentire un profondo rilascio delle tensioni.

Molte attività saranno svolte nel contatto con la terra per la integrare le caratteristiche degli stadi evolutivi precedenti e riattivarne la memoria nel corpo.

La musica sarà parte integrante del percorso.

Non è richiesta esperienza precedente.

Abbigliamento comodo con maniche e pantaloni lunghi.