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Radici – Movimento Danza e Gestalt

 

Fino a che la cultura non riconoscerà che crescere è discendere, tutti i suoi membri si troveranno ad annaspare alla cieca per dare senso agli obnubilamenti e alle disperazioni di cui l’anima ha bisogno per penetrare nello spessore della vita.
J. Hillmann

Da settembre 2019 tutte le settimane – a Livorno

Di norma si viene al mondo con la testa in avanti e soltanto dopo, con un lento processo, attraversando diverse fasi, si arriva a reggersi sui piedi. Solo a quel punto i piedi potranno entrare nella terra come delle radici e per mettere radicici vuole tempo.

L’immagine del corpo umano come un albero fa parte di tante tradizioni antiche: le radici nella terra, il corpo come un tronco e la testa e le braccia come rami che vanno verso il cielo. Nella tradizione della qabbalah l’immagine dell’albero rovesciato sottende che l’essere umano, a differenza degli alberi di questa terra, ha le radici nel cielo, nel mondo dello spirito. Il percorso da compiere è quindi una graduale discesa dall’etereo verso la terra, in altre parole verso le cose di questo mondo. 

La metafora richiama dunque a una crescita, non come a un innalzarsi, ma come una discesa verso la profondità della terra e di se stessi: un lasciarsi andare per entrare nell’esperienza, nell’intimità per ritrovare il senso dell’esistenza. 

Cosa faremo? Nel percorso di “Radici” lavoreremo con il corpo, il movimento, la danza e la Gestalt. La musica sarà una parte importante del lavoro, in quanto fonte di ispirazione. Le pratiche proposte saranno rivolte a ritrovare le proprie radici nel corpo (postura e movimento) e ad esplorare la sensorialità per entrare nell’esperienza profonda dell’esistere.  necessaria per crescere.

Come lo faremo? Attraverso esperienze dalla psicoterapia della Gestalt e pratiche di Danza Sensibile.

Corpo consapevole Workshop per allievi della scuola di Tango

Il workshop proposto dall’Associazione DiTangoinTango di Pisa, sarà una pratica di consapevolezza in movimento orientata ad ammorbidire la corazza creata dalle tensioni accumulate nel quotidiano, per riprendere contatto in modo pacifico con ilproprio naturale equilibrio. Saranno proposte pratiche di ascolto delle sensazioni e del respiro, per consentire un profondo rilascio delle tensioni, pratiche di movimento spontaneo e danza sensibile®, per lasciar emergere un movimento nuovo e favorire con maggiore consapevolezza di sé. 

L’obiettivo è di proporre al gruppo di allievi della scuola di tango, un’esperienza diversa di ascolto di sé e dell’altro, che possa lasciare una traccia e favorire l’acquisizione di una maggiore sensibilità nel danzare insieme. Sia nella danza che nella vita, la distanzatra due persone diventa abitabilegrazie alla capacità di entrambi i partner, di essere in contatto con il sentire dell’altro ed al tempo stesso con il proprio, senza confondere queste due esperienze. Per questo lavoreremo per affinare la sensibilità e l’attenzione a sé e all’altro nel danzare insieme.

Molte delle pratiche proposte si svolgeranno a terra.

Per il lavoro è necessario essere scalzi e portare abiti comodi (tipo tuta da ginnastica), con maniche e pantaloni lunghi, che aiutano nella mobilità a terra. La musica sarà parte integrante del lavoro. 

Workshop Gestal 2.0: trauma dissociazione e neuroscienze

Workshop che alterna contenuti teorici, indicazioni operative, e momenti esperenziali di movimento, respirazione e consapevolezza, mutuate in gran parte dalle tecniche di “Danza Sensibile”, per conoscere ed integrare nella prassi della relazione di aiuto, le conoscenze neurobiologiche, sperimentando su se stessi (e poi per gli altri) cosa significa effettuare un intervento terapeutico NEUROBIOLOGICAMENTE COMPETENTE.

La premessa su cui è costruito questo laboratorio è che:
Come operatori della relazione d’aiuto (Psicoterapeuti, Psicologi, Counselor..etc) al fine di aiutare il più possibile le persone che ci chiedono aiuto, è necessario conoscere alcuni fattori che alla luce delle più recenti teorie sul trauma sull’attaccamento e sul funzionamento del sistema nervoso, determinano nell’individuo un’impossibilità ad un’efficace integrazione tra sentire pensare ed agire, che rende impossibile il cambiamento.

Nel modello classico della Gestalt, troppo spesso davanti al “non ce la faccio”detto in seduta, sottolineiamo ed invitiamo a tradurlo tout-court in “non voglio” riportando la persona alla propria responsabilità verso la sua vita.

Il fatto è che: è VERO non ce la fa!!!, in quanto i suoi sistemi deputati all’integrazione del mondo emotivo e cognitivo, sono compromessi da un profondo vissuto di non sicurezza, i suoi comportamenti risentono di una disfunzione di base che rende il sistema nervoso incapace di rispondere in maniera adeguata a ciò che l’ambiente gli sta chiedendo, è entrata in funzione una modalità orientata alla sopravvivenza che non permette altre soluzioni.

Conoscere questi meccanismi ci permette di “vedere” e di “spiegare” cosa sta succedendo, confortando e aiutando con la comprensione e la compassione per rifondare il senso di sicurezza, così da poter poi iniziare ad integrare e a strutturare risposte che possano far superare l’ impasse.
Conducono: 
Dott. Leonardo Magalotti, psicologo e psicoterapeuta della Gestalt
Dott.ssa Valentina Longhi psicologa e psicoterapeuta della Gestalt

Attaccamento, dissociazione, trauma 9-10 Novembre Sesto Fiorentino

Come operatori della relazione d’aiuto (Psicoterapeuti, Psicologi, Counselor..etc) al fine di aiutare il più possibile le persone che ci chiedono aiuto, è necessario conoscere alcuni fattori che alla luce delle più recenti teorie sul trauma sull’attaccamento e sul funzionamento del sistema nervoso, determinano nell’individuo un’impossibilità ad un’efficace integrazione tra sentire pensare ed agire, che rende impossibile il cambiamento.

Nel modello classico della Gestalt, troppo spesso davanti al “non ce la faccio”detto in seduta, sottolineiamo ed invitiamo a tradurlo tout-court in “non voglio” riportando la persona alla propria responsabilità verso la sua vita.

Il fatto è che: è VERO non ce la fa!!!, in quanto i suoi sistemi deputati all’integrazione del mondo emotivo e cognitivo, sono compromessi da un profondo vissuto di non sicurezza, i suoi comportamenti risentono di una disfunzione di base che rende il sistema nervoso incapace di rispondere in maniera adeguata a ciò che l’ambiente gli sta chiedendo, è entrata in funzione una modalità orientata alla sopravvivenza che non permette altre soluzioni.

Conoscere questi meccanismi ci permette di “vedere” e di “spiegare” cosa sta succedendo, confortando e aiutando con la comprensione e la compassione per rifondare il senso di sicurezza, così da poter poi iniziare ad integrare e a strutturare risposte che possano far superare l’ impasse.

Conducono:
Dott. Leonardo Magalotti, psicologo e psicoterapeuta della Gestalt
Dott.ssa Valentina Longhi, psicologa e psicoterapeuta della Gestalt, opera con la Danza Sensibile di Claude Coldy

Aperto a tutti coloro che operano nella relazione di aiuto, allievi in formazione ed ex allievi, aperto a tutti coloro interessati a scoprire e sperimentare come leggere ed affrontare i disagi che affiorano nelle proprie relazioni

13 ore di formazione

160€ + il costo della sala da dividere fra tutti i partecipanti + il costo della tessera associativa annuale (valevole 12 mensilità dal momento dell’emissione) pari a 15 euro ( se non l’hai già fatta). Per i counsellor AICo in regola con le quote è previsto il 15 % di sconto.

Il corso non è residenziale ma verranno fornite indicazioni relative al soggiorno.

Passeggiata Meditativa 16 novembre

I nostri sensi, il silenzio, nella foresta d’Autunno

Sabato 16 Novembre 2019 ore 9.30 (Pomarance – PI)

In questa giornata entreremo nel bosco in silenzio, in ascolto e nel rispetto del luogo e dei suoi abitanti per cercare una relazione più profonda con la natura che ci circonda. Prenderemo un tempo per avvicinarci alla natura di questo luogo incantato, con tutti i sensi, permettendo al bosco, agli alberi e agli elementi di trovare spazio dentro di noi, per rigenerare le energie in un modo semplice e diretto.
Per coloro che amano camminare nella natura, per il benessere che ne deriva, sarà un’occasione per prendersi un tempo per fermarsi e stare con quello che c’è, e lasciar nascere il proprio ritmo,
che da respiro diventa passo.

L’autunno ci regala dei colori splendidi, e la foresta di Renzano, all’interno della Riserva Naturale di Monterufoli-Caselli, formata per lo più da cerri e altre caducifoglie, si tinge di colori caldi, fra tonalità di gialli e di rossi, che ci scalderanno nonostante la temperatura di questa stagione, oltre a donarci attraverso gli occhi la calma necessaria per goderci questa esperienza.

Cammineremo in silenzio, distanziati gli uni dagli altri per non disturbarci e per cercare la propria camminata armonica, seguendo i passi della guida ambientale, finché non arriveremo in un punto isolato e tranquillo della riserva, fra alti alberi, dove pranzeremo e faremo le attività di meditazione e respirazione con Valentina Longhi.

 

Accompagnano l’esperienza
Valentina Longhi psicologa-psicoterapeuta
Dario Canaccini guida ambientale-escursionista

Dati tecnici:

Ritrovo: ore 9.30 Casino di Terra, davanti la pizzeria Big Roof. Da lì continueremo in auto fino all’ingresso della riserva.
Il luogo di ritrovo su google maps
https://goo.gl/maps/u9xet8yMjkr4Jzm98

Percorrenza totale: 6 Km
Salita totale: circa 200 metri
Pranzo: al sacco
Rientro previsto: ore 16:00 circa
Abbigliamento consigliato:
Scarponi da Trekking, pantaloni lunghi, abbigliamento “a cipolla”.
Contributo escursione: € 25 (€ 20 soci Selvatica APS)

 

Età evolutiva

 Nessuna famiglia può scrivere fuori della porta: qui non ci sono problemi.

 

La famiglia è una risorsa fondamentale per la crescita dell’individuo e, soprattutto per i bambini in età pre-scolare e scolare, costituisce la base indispensabile per un sano sviluppo affettivo e relazionale, nonché un irrinunciabile sostegno nei momenti di crisi o cambiamento. A volte però i genitori non riescono a risalire alle cause di eventuali problematiche espresse dal bambino, magari con notevoli cambiamenti del comportamento a casa, a scuola e/o nelle relazioni con i pari.

family4Inoltre, le modificazioni storiche della società, come il fenomeno multietnicità, fanno emergere nuove e più complesse problematiche, che coinvolgono a volte in maniera dirompente i bambini, gli adolescenti, la famiglia e la scuola.

Anche in Italia si è assistito a forti cambiamenti sociali, culturali e conseguentemente legislativi (legge 2006 sull’affidamento condiviso) che fanno emergere nuove realtà familiari distanti dalla famiglia intesa in senso tradizionale, come la diffusione di genitori single, di famiglie allargate e ricomposte, di famiglie con genitori appartenenti a culture diverse o famiglie omogenitoriali.

Se all’interno di una famiglia tradizionale vi è una coincidenza tra genitorialità e coniugalità, tra l’essere genitore biologico e ruolo genitoriale, una tradizionale distribuzione dei ruoli educativi tra padre e madre in relazione alle peculiarità di genere, le nuove realtà famigliari richiedono un modello di osservazione nuovo e che tenga conto della complessità delle nuove reti di interazione all’interno delle quali si trova a crescere un bambino. Emergono nuovi bisogni e nuove problematiche da gestire nella quotidianità che vanno dal sostenere il bambino (ed i genitori) nella fase di separazione, a gestire il momento dell’arrivo in casa di un nuovo/a compagno/a, alla relazione con i fratelli biologici e acquisiti al rapporto del convivente con il figlio del compagno/a.

In ogni cambiamento ci troviamo tra una condizione precedente che non può essere più mantenuta e che viene quindi persa, e una futura che non si conosce, che genera angoscia, e che rappresenta un vero e proprio salto nel vuoto per l’individuo che la deve affrontare.

Ogni fase della vita richiede di separarsi da quello che c’era prima per avventurarsi nel nuovo: ogni nuova capacità acquisita porta dei cambiamenti nella vita che richiedono aggiustamenti, riorganizzazioni e sempre un lasciare qualcosa (come abitudini, modalità di comportamento…).

Questi momenti corrispondono a delle vere e proprie perdite, necessarie ma sempre dolorose.

Oltre alla vita del bambino, anche il ciclo vitale della famiglia è ricco di tali cambiamenti, che sono funzionali all’espletamento delle sue compiti: per esempio quando nasce un figlio, specialmente il primo, la coppia attraversa un grande cambiamento che sconvolge i suoi già delicati equilibri. Lo stesso accade per esempio, quando un figlio va a scuola o quando apprende delle nuove competenze.

In tutteen-4ti questi passaggi la famiglia tende a rimanere attaccata alle cose amate nella fase precedente, e nei genitori si riattivano i nuclei primari della personalità che si sono formati nelle prime esperienze infantili.

Nell’equipe di Morphè Centro Ascolto Famiglie , ci occupiamo di prendere in carico le famiglie nella loro complessità, con un approccio multidisciplinare, occupandoci degli aspetti e dei bisogni portati, e garantendo un accompagnamento in percorsi personalizzati, costruiti intorno ai genitori e ai loro figli.

 

A PIEDI NUDI NEL BOSCO: salute psicologica e non solo..

L’effetto benefico delle passeggiate nel verde è confermato da decine di studi. Il contatto con gli alberi, in particolare quando entriamo in un bosco, è terapeutico, non solo dal punto di vista psicologico, ma della salute in generale: migliora il metabolismo, regola il ritmo cardiaco, abbassa la pressione, riduce il livello di stress e potenzia il sistema immunitario.

Frances Kuo dell’Università dell’Illinois e Cecil Taylor dell’Università del Michgan, accanto alle terapie convenzionali, prescrivono ai bambini iperattivi, dosi di natura, in altre parole qualche ora al giorno spesa a correre e a giocare nel bosco. Altri studi rilevano, gli effetti benefici delle ore passate nel bosco sui bambini, come la riduzione dell’aggressività, il miglioramento nel ritmo sonno veglia e una riduzione dell’obesità.

“Nella vita segreta degli alberi”, Peter Wohlleben, una ex guardia forestale, racconta della sua esperienza vissuta lavorando nelle foreste in Germania, che lo ha portato a guardare agli alberi e al bosco da un altro punto di vista. Il bosco, spiega Wohlleben, è un sistema complesso nel quale gli alberi comunicano attraverso reti di connessione che permettono loro di inviare e ricevere messaggi, sotto forma di segnali chimici, come per esempio quelli olfattivi. Quando un albero è attaccato da insetti, per esempio, grazie a questi segnali, avverte gli esemplari vicini, che si preparano a respingere l’assalto, depositando sostanze amare nelle loro foglie per allontanare l’aggressore. Gli alberi si danno aiuto e sostentamento tra loro; quando per esempio un esemplare è malato, riceve nutrimento dai suoi vicini, fino a quando le sue condizioni non migliorano. Altre specie inoltre, partecipano attivamente alla creazione di questo sistema, rendendo la comunicazione ancora più efficace e veloce, come per esempio i funghi, che sembrano avere un ruolo determinante nel mantenimento dell’equilibrio di tutto il bosco.

Nel bosco tutto avviene ad un ritmo molto lento rispetto a quello a cui siamo abituati; la vita di un albero può essere molto lunga e anche i più piccoli cambiamenti avvengono nel corso di decenni.

Se si passeggia in un bosco in silenzio ascoltando le sensazioni interne e gli stimoli provenienti dall’esterno, come i rumori e gli odori, si può osservare che i pensieri si fanno mano a mano meno frenetici ed è possibile sintonizzarsi su un ritmo interiore più lento, che è sicuramente più vicino alla nostra natura animale. È come se il nostro sistema entrasse in comunicazione con il sistema boscoe questo ha degli immediati effetti benefici percepibili sotto forma di rilassamento e benessere, e sembra ripristinare la normale capacità del nostro organismo di rigenerarsi e di guarire.

Come questo sia possibile è abbastanza misterioso, tuttavia, come tutti gli organismi di questa terra, anche noi viviamo all’interno di un sistema, in continua relazione con gli stimoli ambientali, che a loro volta ci modificano internamente.

Le prime forme di vita, centinaia di milioni di anni fa, sotto le spinte dell’ambiente si differenziarono internamente per diventare le prime cellule che conosciamo, che a loro volta producendo ossigeno modificarono completamente l’ambiente terrestre. Nello stesso modo il nostro organismo, che a sua volta è un sistema organizzato di cellule, è parte di un sistema con il quale è in continua relazione, e che può limitarne o favorirne lo sviluppo.

La psicologia sistemica ha studiato gli effetti delle relazioni familiari, come sistema complesso, sullo sviluppo psicologico del singolo, in particolare dei figli, mettendo in evidenza come il disturbo psicologico espresso da un membro sia in realtà l’effetto di una grave anomalia nel sistema stesso. L’incredibile lavoro svolto da Selvini Palazzoli e dai suoi collaboratori, ha aperto definitivamente questa prospettiva, scandagliando minuziosamente gli effetti del sistema familiare sui suoi membri.

In generale è abbastanza evidente che quella che chiamiamo atmosferadi un luogo di vita, come l’ambiente di lavoro o di una classe di studenti, abbia degli effetti determinanti sullo stato d’animo e la salute degli individui che la respirano.

Grazie alla nostra naturale capacità di entrare in relazione con l’ambiente che ci circonda, possiamo beneficiare di quello che ci offre la natura e ritrovare nel contatto con gli elementi della terra, un senso di pace e di benessere, che nella vita cittadina sicuramente manca, anche se siamo così assuefatti da non accorgercene. Per farlo non occorre molto, solo un po’ di pratica e la disponibilità di entrare nell’esperienza con consapevolezza e silenzio, per permettere al bosco di integrarci nel suo sistema.

 

INSIEME ALLE LUCCIOLE Passeggiata Meditativa e Pratiche di Movimento EREMO DELLA SAMBUCA

LIVORNO VENERDI’ 8 GIUGNO ORE 19.00

Approfittando dello spettacolo meraviglioso della natura in questo angolo incantato delle colline livornesi, vi proponiamo una Passeggiata Meditativa, che vede nuovamente la collaborazione tra Dario Canaccini e Valentina Longhi.

L’attività proposta consiste in un percorso sensoriale nella natura, per aprire i sensi e contattare il silenzio interiore. Attraverso l’ascolto degli elementi del bosco, espanderemo il respiro e la consapevolezza delle sensazioni del corpo, per provare a muoversi in armonia con il proprio essere e con l’ambiente circostante.

Entreremo nel bosco in silenzio al tramonto per arrivare all’Eremo della Sambuca dove sperimenteremo un contatto con il terreno togliendo le scarpe e prenderemo un tempo per avvicinarci alla natura di questo luogo con tutti i sensi, permettendo al bosco, agli alberi e agli elementi di trovare spazio dentro di noi. Saranno proposte pratiche di movimento e di respiro per prepararci a incontrare le lucciole.

Durante il ritorno potremmo ammirare lo spettacolo incredibile delle lucciole nel bosco e fermarci a respirare e a danzare insieme a loro.

Le pratiche e la passeggiata si svolgeranno in silenzio.

L’esperienza è aperta a tutte le persone interessate a entrare in una relazione più profonda con la natura e con se stesse. Non presenta difficoltà tecniche.

Dettagli.
Luogo e orario di ritrovo: ore 19.00 al piazzale del tiro a volo in Via del Corbolone (LI)
Il punto di ritrovo su Google Maps
https://www.google.it/maps/place/Tiro+a+volo/@43.5540193,10.4004776,1018m/data=!3m1!1e3!4m8!1m2!2m1!1stiro+a+volo+corbolone+livorno!3m4!1s0x12d5edcdf89e44d7:0xde80dcd0e5f4a763!8m2!3d43.55533!4d10.3998752!6m1!1e1?shorturl=1

Mezzo di trasporto: mezzi propri
Percorrenza totale: 6,0 Km
Dislivello totale: circa 300 metri
Tempo di cammino effettivo: 2 ore e mezzo circa
Difficoltà: E facile
Prenotazione obbligatoria: compilare il form nella colonna accanto facendo bene attenzione alla data in cui vogliamo partecipare.
Costi escursione: € 20 a persona comprensivo del servizio di guida ambientale escursionista (ai sensi della L.R. 42/2000.) e della conduzione delle pratiche meditative proposte da Valentina Longhi (psicologa-psicoterapeuta)
Cena: al sacco
Rientro previsto: ore 23:30 circa
Abbigliamento consigliato:
Scarpe da Trekking, pantaloni lunghi, cappello per il sole, abbigliamento a strati (la sera sarà fresco e umido alla Sambuca) maglietta di ricambio. Attrezzatura necessaria: Torcia (obbligatoria, meglio se frontale), telo per stendersi a terra e cenare, repellente per insetti.

ATTENZIONE: l’escursione non è adatta ai bambini. Vi invitiamo a non portare cani al seguito. Cerchiamo di arrecare il meno disturbo possibile alla fauna selvatica che si muove la sera e di tutelare i vostri cani da possibili incontri coi cinghiali.

 

Dario Canaccini

Nato a Livorno e appassionato sin da bambino agli animali, in particolare anfibi e rettili. Dopo una preparazione umanistica e un master in turismo e ambiente mi son trovato a gestire un ostello nel Parco di Montioni (Suvereto), nel cuore della foresta. Nasce così la mia passione per il lupo che mi porterà a documentarlo sulle Colline Livornesi, finalmente a un passo da casa mia.
Guida Ambientale Escursionista riconosciuta cerco adesso di trasmettere la mia passione per la natura agli altri, adulti e bambini, per valorizzare e difendere il nostro territorio.

 

Valentina Longhi

Psicologa e Psicoterapeuta Gestalt, ha completato la formazione personale e professionale partecipando a seminari di approfondimento, supervisione e aggiornamento professionale con: Paolo Quattrini, per la psicoterapia della Gestalt; Claudio Naranjo, per la psicologia degli Enneatipi; Oliviero Rossi per l’Arteterapia.

Ha poi perfezionato il lavoro sul corpo, dopo una formazione in danza, partecipando a seminari intensivi e a incontri periodici con diversi maestri; attualmente frequenta la scuola di formazione per insegnanti di Danza Sensibile di Claude Coldy.

Conduce dal 2011 gruppi di ricerca e crescita personale attraverso il corpo, il movimento e la danza (Danza Gestalt). Collabora con l’Istituto Gestalt Firenze, con Azioni e Contaminazioni a Firenze, con l’Istituto Gestalt Romagna, con la Nuova Associazione Europea per le Arti Terapie di Roma e con l’Istituto Gestalt Forlì-Cesena.

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI COMPILA IL FORM

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MOVIMENTO E RELAZIONE Incontrarsi danzando

AZIONI E CONTAMINAZIONI – FIRENZE

27 -28 MAGGIO

Il lavoro proposto è una pratica di consapevolezza in movimento, per riconnettersi con il piacere di abitare il proprio corpo e di vivere l’esperienza. L’idea è di portare il corpo nel mondo con attenzione e cura, e con la stessa cura e attenzione incontrare l’altro. Il tempo e lo spazio diventano allora tempo espazio vissuto, ed è possibile sentire chiaramente la nascita del movimento, che sale dalle profondità dell’essere verso il mondo, in relazioneal mondo, per diventare una danza.

Saranno proposte pratiche di ascolto e di movimento per entrare nel proprio corpo e di abitarlo completamente, fino agli angoli più remoti, per arrivare muoversi con una maggiore consapevolezza di sé.

La musica sarà parte integrante del percorso.

Il lavoro proposto è adatto anche a chi non ha esperienza di danza e di movimento. È necessario un abbigliamento comodo, calzini e un piccolo cuscino.

Valido come Formazione continua AiCo

ORARI
Sabato 14.00-20.00
Domenica 9.00-17.00

INFO E PRENOTAZIONI
valentina.barlacchi@gmail.com 349 2394661

Laboratorio Antistress – il piacere di sentire il corpo

Anche questo anno è partito al Liceo Scientifico Sperimentale F.Cecioni di Livorno il  Laboratorio Anti-stress, aperto a tutti gli studenti della scuola che si svolge due martedì al mese  nella palestra interna della scuola.

Nel laboratorio sono proposte alcune tecniche di rilassamento attraverso la distensione dei muscoli e l’ascolto del respiro, elementi di Danza Sensibile per imparare a muovere il corpo in modo armonico e consapevole, le fantasie guidate in movimento. La musica sarà un elemento essenziale del percorso.

 

Il Laboratorio aiuterà a conoscere e saper riconoscere le proprie emozioni, trovare dei modi personali per gestire l’ansia, imparare a rilassarsi davvero, muovere il corpo consapevolmente.

Spesso le tensioni non permettono di sentire a pieno il proprio corpo, che invece di essere una fonte di sensazioni piacevoli, può diventare un “fardello” da portare. Durante l’adolescenza si è più portati a osservare il corpo come forma e come immagine riflessa in uno specchio, piuttosto che esplorare le possibilità e le potenzialità che questo ci offre nell’esperienza della sensorialità.

Come emerso negli anni precedenti, molte delle richieste dei ragazzi e delle ragazze che si rivolgono al Punto Ascolto, riguardano problematiche di ansia. Gli stessi insegnanti hanno notato come negli ultimi anni i disagi legati all’ansia siano aumentati esponenzialmente nei giovani e nei giovanissimi. Lavorare sul corpo con pratiche di ascolto e di rilassamento, con esercizi di consapevolezza del respiro, può essere un valido aiuto nel gestire il disagio provocato dall’ansia. Queste pratiche saranno alla base del lavoro di gruppo proposto in questo laboratorio.

Sapersi prendere un momento per rilassarsi, fermare i pensieri e ritrovare la calma, è il primo passo per affrontare le difficoltà di tutti i giorni.