fenomenologia, Gestalt, Psicologia, Psicoterapia
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Paesaggi dell’anima – Eros e Psiche

In una calda estate di qualche anno fa, mi sono avventurata tra le pagine di questo bellissimo scritto di Umberto Galimberti. Allora, Paesaggi dell’anima, è stato per me un invito ad accogliere con benevolenza e meraviglia, quanto talvolta emerge inaspettatamente dalle profondità dell’anima.

Come l’amore per esempio.

L’amore è per tutti, non fa distinzione tra classi sociali, qualità intellettive o spirituali. Tutte le persone possono viverlo e esserne ugualmente travolti.

L’esperienza degli altri non insegna nulla, ogni volta che l’amore si presenta nell’esistenza è come se fosse la prima volta: siamo tutti Adamo ed Eva al primo giorno della creazione.

Eppure se ci siamo innamorati almeno una volta nella vita, abbiamo imparato a distinguere la differenza tra vivere e sopravvivere: “se l’amato è accanto a te tutto, improvvisamente, risorge, e la vita ti inonda con tale forza che ritieni il vaso di argilla della tua esistenza incapace a sostenerla”.

Con l’amore si annullano le separazioni tra anima, corpo, spirito e intelletto, lasciando vibrare l’essere nel pieno della sua interezza “…eros abita la reciprocità dello sguardo, del sorriso, della voce, del gesto, del movimento. Un sorriso che non è contrazione ma offerta, uno sguardo che apre insicuro la strada del desiderio in cui si riflette l’unicità dell’evento, una voce malcerta in cui è tutta l’immediatezza sensibile…”.

La chiamata dell’amore è un invito alla vita e alla trascendenza, è un perpetuare la natura e non il singolo individuo “lasciando giungere quella chiamata che risveglia la carne dalla sua opacità e la costringe a cedere a quella scintilla divina in cui è custodito il nostro nome, che solo l’altro può chiamare”.

Dove perde la direzione della trascendenza, l’amore si ripiega su se stesso, diventando una cosa tra le cose. Si apre invece alla trascendenza grazie al suo eccesso espressivo, spingendoci in là rispetto a ogni nostra collaudata misura “che sia proprio nell’oltrepassamento della misura e del quieto ordine giuridico da questa dispiegato, il punto di incontro tra amore e trascendenza”.

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