emozioni, fenomenologia, Psicologia, Psicoterapia
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Arcipelago delle Emozioni – La Nostalgia

Molto si è detto a proposito delle emozioni, eppure l’incontro con le parole di Eugenio Borgna, psichiatra contemporaneo a orientamento fenomenologico, riesce ogni volta ad aprire panorami diversi facendo vibrare le corde più profonde dell’anima. Con lo sguardo aperto sugli abissi dell’esperienza psicologica (e psicopatologica) dell’essere umano, grazie al linguaggio poetico, restituisce valore a quanto potrebbe perdersi nella banalità del quotidiano, cogliendone le infinite sfaccettature e  profondità.

L’arcipelago delle emozioni è uno dei libri al quale sono più affezionata. Racconta di emozioni forti e intense che possono arrivare a scuotere profondamente l’animo umano come l’odio e l’amore, ma anche di emozioni delicate e fragili, verso le quali mostriamo pudore, come la vergogna e la nostalgia.

La nostalgia racconta di esperienze vissute che davano slancio al cuore e che poi si sono incenerite diventando braci: cancellano i segni enigmatici di un destino che resta, così sconosciuto e ignoto, e che si dilaniano nel passato, che nonostante tutto continuano a vivere, frammenti di una storia di vita che non finisce mai.

La nostalgia può assumere forme diverse, dalla nostalgia aspra e dolorosa alla nostalgia dolce e sognante, ci sono nostalgie labili ed effimere e nostalgie fiammeggianti, nostalgie fuggitive e nostalgie accorate. Ognuno può andare incontro allo stato d’animo della nostalgia nel corso della propria esistenza, tuttavia l’esperienza può diventare così intensa e assoluta da andare incontro ad una malattia depressiva.

Come in ogni stato d’animo umano, alla nostalgia l’esperienza soggettiva del tempo di modifica: il tempo passato si dilata e sommerge il presente, mentre il futuro retrocede. Anche lo spazio vissuto cambia di segno, riempiendosi di inezie che riportano a ricordi, lieti e dolorosi, che a loro volta rimandano a luoghi e situazioni che un tempo erano familiari. Luoghi ai quali ci siamo abituati e che hanno cessato di essere estranei (anche abitare la casa per esempio è un abituarsi alle cose e agli spazi, che cessano di essere stranieri e divengono familiari), permettendo di creare un’atmosfera di intimità. L’intimità è profondamente umana e tiene la porta sempre spalancata (non a tutti) sconfinando in una cultura del cuore e dello spirito.

L’anima è straniera sulla terra: l’essere straniera è la radice che sta alla base di ogni nostalgia. Il dolore per la patria che è lontana e che sopravvive nella memoria. La patria concreta e la patria metaforica (la patria interiore) nelle loro analogie e affinità. Quando la dimensione dolorosa prende il sopravvento, invece la vita, le sue figure e le sue immagini si fanno lontane e i colori si sbiadiscono, fino ad allontanarci da un contatto intimo e diretto.

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